L’epidemia del Vaiolo del 1849 diffusa a Gaeta, sopratutto nei soldati.
L’epidemia del Vaiolo del 1849 diffusa a Gaeta, sopratutto nei soldati.
La morte di “Edvino” Kalckreuth, avvenuta a Formia il 29 maggio del 1862, è stata documentata negli annali del risorgimento italiano, sin dal giorno della sua uccisione. Questa storia è stata però, come tante di quel periodo, raccontata in maniera frettolosa, riportando all’infinito il resoconto trascritto nel 1862 da diverse fonti dell’epoca.
Il Re arrivò a Mola sabato 31 luglio a bordo della Galera (nave) ammiraglia della sua flotta (nave capitana). Assieme al lui le galere S. Filippo e S. Gennaro in cui erano imbarcati la Sua corte ed il ministro di Francia Biffy.
Il Re dovette mandare a terra il suo medico personale Don Francesco Boncore. Era stata artatamente fatta girare voce a Napoli che a Mola e Castellone era in corso un epidemia di “malattie pericolose” (1).
Accertato che si trattava di voci menzognere Re Carlo di Borbone scese a terra e dormì, le cronache dicono, comodamente in una casa sul lungomare da cui poteva osservare il proseguire dell’assedio di Gaeta.
1822 – Il Comune di “Mola e Castellone” si godeva il primo anno di indipendenza riconquistata dal Comune di Gaeta. Fu anno molto speciale quello che da l’idea del traffico di ospiti, anche di altissimo rango, che la città era abituata a ricevere ogni anno. Stesa sull’appia, Formia, era utilizzata sempre ed in ogni viaggio per una tappa nella tratta Roma – Napoli, sia che si uscisse sia che si entrasse nel Regno di Napoli.
La città di Formia subì, a partire da metà ottocento, un grande processo di restauro ed ammodernamento. La nuova classe dominante, quelle borghese, era fiorita molto in città facendo crescere industriali, commercianti, imprenditori. Il Re Ferdinando II non mancò di accompagnare questa crescita con lavori straordinari e nuove infrastrutture.
PREFETTURA DI TERRA DI LAVORO: Il 12 Gennaio 1862 si apre un fascicolo presso il gabinetto del Prefetto dal titolo “Mola, Federico Miele, sospettato di connivenza co’ briganti”
Francesco II di Borbone fu per vent’anni proprietario del Castello sabaudo di Casanova presso Carmagnola. Il Castello fu venduto solo quando Francesco fu maggiorenne per una somma che oggi si aggirerebbe attorno ai 12 milioni di euro.
1858: La visita nel Golfo di Gaeta del Duca di Modena, suo soggiorno a Villa Caposele, divenuta residenza principale della famiglia Reale napoletana.
Breve storia del soldato Giovanni Pietro Coderois, caporale svizzero morto a Formia nel 1811
Nascita e Matrimonio della principessa Teresa Cristina di Borbone, figlia di Re Francesco I, divenuta Imperatrice consorte del Brasile. nei registri di San Ferdinando a Napoli.