San Nunzio Sulprizio: La Storia di Fede del Santo dei Giovani

Daniele Elpidio Iadicicco

La storia di San Nunzio Sulprizio è un meticoloso incrocio di atti d’archivio che rivelano una vita brevissima (1817-1836) segnata da una sofferenza costante e da un’immediata fama di santità. Questa è la sua biografia completa, arricchita da ogni dato genealogico e cronologico verificato.

Le Radici Genealogiche e La Catena di Lutti in Abruzzo

Nunzio Sulprizio nacque a Pescosansonesco (PE) il 13 aprile 1817, esattamente alle ore sette del mattino. Il suo nome fu dato in omaggio al nonno paterno, anche lui Nunzio Sulprizio (senior), morto l’8 settembre 1803.

La firma di papà Doemnico

I suoi genitori, che si sposarono il 21 maggio 1816, erano:

  • Il padre, Domenico Sulprizio (calzolaio), oriundo di Popoli, nato nel 1795.
  • La madre, Domenica Rosa Luciani (filatrice), nata a Pescosansonesco il 17 agosto 1795.

Processetto matrimoniale dei genitori

La linea materna era già segnata dal dolore: il nonno, Giuseppe Luciani, fu ucciso dai briganti nel luglio del 1807. La nonna, Anna Rosaria Del Rossi (nata c. 1753), rimase vedova due volte, ma si distinse come la figura chiave della prima infanzia di Nunzio.

L’Orfanotrofio Prima dei Sei Anni

Atti di nascita e morte di San Nunzio

La serie di lutti che colpì Nunzio fu inesorabile:

  1. 21 luglio 1820: Muore il padre Domenico Sulprizio.
  2. 15 maggio 1822: La madre Domenica Rosa si risposa con Giacomo Antonio De Fabiis di Corvara (PE).
  3. 5 marzo 1823: La madre muore a Corvara per i postumi del parto. Nunzio non aveva ancora compiuto sei anni.

Lo Sfruttamento e La Malattia Professionale (1826–1832)

Dopo la morte della nonna Anna Rosaria Del Rossi l’8 aprile 1831, Nunzio fu affidato al burbero zio materno, Domenico Antonio Luciani (fabbro ferraio, nato nel 1788). Lo zio gli proibì di continuare la scuola e lo sfruttò come garzone.

Il duro lavoro, unito alla grave indigenza alimentare, causò a Nunzio la devastante carie ossea (“spina ventosa”) alla gamba sinistra. Dopo un ricovero inefficace all’ospedale de L’Aquila (aprile-maggio 1831), Nunzio, pur in condizioni estreme, mantenne una fede incrollabile.

L’Epilogo a Napoli: Il Colonnello e Il Maschio Angioino

La svolta decisiva avvenne grazie all’interessamento di uno zio paterno militare (Caporale del Primo Reggimento Granatieri) di stanza a Napoli, che informò il suo superiore: il Colonnello Cavalier Felice Wochinger, medico dell’esercito borbonico e uomo di grande carità, che decise di assumere la sua protezione.

  • 20 giugno 1832: Nunzio fu ricoverato all’Ospedale Santa Maria del Popolo (detto degl’Incurabili), nel quartiere San Lorenzo. Qui ricevette la Prima Comunione.
  • 10 aprile 1834: Dimesso, fu ospitato dal Colonnello Wochinger. In virtù della posizione militare del Colonnello, la sua residenza era all’interno del Castel Nuovo (il Maschio Angioino), nel quartiere San Ferdinando.

Pur sentendo la chiamata al sacerdozio, la malattia gli impedì di realizzarla. Trasformò la sua stanza nel castello in una cella carmelitana, vivendo una radicale consacrazione laicale e incontrando il santo sacerdote Don Gaetano Errico (canonizzato nel 2008).

L’Atto di Morte

Consumato dalla carie ossea e dall’idropisia, Nunzio Sulprizio morì a diciannove anni, il 5 maggio 1836, alle ore sedici (le 4 del pomeriggio), nella sua residenza al Maschio Angioino. L’atto di morte lo registrò come “Studente” e fu composto alla presenza dei testimoni, il chierico Don Gaetano Scuotto e il falegname Giuseppe Esposito.

L’Iter della Causa: Beatificazione e Canonizzazione

La fama di santità di Nunzio fu immediata e potente (si narra che lo stesso Re Ferdinando II ne chiese l’apertura).


Corpo di San Nunzio nella Chiesa dei Santi Domenico Soriano e Nunzio Sulprizio, situata in Piazza Dante a Napoli

La Beatificazione (1843–1963)

  • 3 luglio 1843 – 5 settembre 1856: Si svolse il processo informativo nella diocesi di Napoli, con l’interrogatorio di 29 testimoni.
  • 14 luglio 1859: Papa Pio IX promulgò il Decreto sulla Introduzione della Causa, decorando il Servo di Dio con il titolo di Venerabile.
  • 21 giugno 1891: Papa Leone XIII promulgò il Decreto sulla eroicità delle virtù, definendo Nunzio la copia esatta di San Luigi Gonzaga.
  • 7 marzo 1963: Papa Giovanni XXIII autorizzò il riconoscimento di due miracoli.
  • 1° dicembre 1963: Il rito di Beatificazione fu presieduto da Papa Paolo VI durante il Concilio Vaticano II.

La Canonizzazione (2015–2018)

  • 2015: Fu avviata l’Inchiesta diocesana di Taranto sulla presunta guarigione miracolosa di un giovane da un grave trauma cranio-encefalico (risalente al 2004).
  • 22 marzo 2018: La Consulta Medica dichiarò la guarigione inspiegabile dal punto di vista scientifico.
  • 5 giugno 2018: La Sessione Ordinaria di Cardinali e Vescovi riconobbe il miracolo.
  • 14 ottobre 2018: Nunzio Sulprizio fu Canonizzato da Papa Francesco in Piazza San Pietro.

I suoi resti mortali riposano oggi nella chiesa di San Domenico Soriano a Napoli. San Nunzio Sulprizio è riconosciuto come Patrono dei giovani e degli invalidi del lavoro.

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