di Daniele Elpidio Iadicicco
Mons. Mario Tagliaferri, primo arcivescovo titolare di Formia. Dalla Cuba di Fidel Castro agli accordi internazionali con Perù e Spagna, dai rapporti con re Juan Carlos ed Elisabetta II fino a Giovanni Paolo II e Jacques Chirac.
Nel 1968 papa Paolo VI ripristinò l’antica sede episcopale di Formia come sede vescovile titolare, assegnandola il 2 luglio a Carlo Allorio, già vescovo di Pavia, che mantenne il titolo fino alla morte, avvenuta il 9 dicembre 1969. A differenza dei vescovi e degli arcivescovi diocesani, che governano rispettivamente una diocesi o un’arcidiocesi, i titolari ricevono il nome di un’antica sede episcopale senza esercitare giurisdizione pastorale su quel territorio. È il caso, tra gli altri, dei rappresentanti diplomatici del pontefice.
Il 5 marzo 1970 gli succedette Mario Tagliaferri, nominato da Paolo VI arcivescovo titolare di Formia e pro-nunzio apostolico nella Repubblica Centrafricana, con incarichi anche in Congo e Ciad. Allorio era stato il primo vescovo titolare, mentre Tagliaferri divenne il primo arcivescovo titolare di Formia, senza che ciò comportasse l’elevazione dell’antica sede al rango di arcidiocesi.
Nato ad Alatri il 1° giugno 1927, Tagliaferri era stato ordinato sacerdote il 5 agosto 1950. Laureato in diritto canonico, nel 1954 era entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede, operando nelle rappresentanze pontificie della Repubblica Dominicana, degli Stati Uniti, del Canada e del Brasile.
Ricevette la consacrazione episcopale il 7 maggio 1970, nella chiesa parrocchiale di Maria Santissima del Carmine e Sant’Andrea Apostolo a Tecchiena di Alatri, per mano del cardinale Jean-Marie Villot, Segretario di Stato vaticano.

La sua prima missione da arcivescovo lo portò nell’Africa centrale, in un periodo segnato dalle trasformazioni politiche successive alla decolonizzazione. Nella Repubblica Centrafricana governava Jean-Bédel Bokassa, mentre il Congo aveva intrapreso un percorso politico di orientamento marxista.

Nell’agosto 1972 Tagliaferri consacrò vescovo Georges Firmin Singha, primo vescovo africano residenziale di Owando, accompagnando così anche il processo di formazione della gerarchia ecclesiastica locale.
Il 25 giugno 1975 fu nominato pro-nunzio apostolico a Cuba, uno degli incarichi diplomatici più delicati durante la Guerra fredda.
L’isola era governata da Fidel Castro, con il quale il diplomatico pontificio ebbe incontri personali, in un contesto segnato dalle restrizioni imposte alle istituzioni religiose e dalle difficili relazioni tra la Chiesa cattolica e lo Stato socialista.
Fra le vicende affrontate durante la missione cubana figurò quella del francescano Miguel Ángel Loredo, arrestato nel 1966 e condannato a quindici anni di carcere. Secondo le testimonianze raccolte dallo storico Augusto Montenegro González e le memorie del cattolico cubano Tony Guedes, Tagliaferri contribuì alla liberazione del religioso, per il quale erano già intervenuti diplomaticamente i suoi predecessori. Nel febbraio 1976 Loredo risultava nuovamente libero.
Particolarmente interessante è un episodio relativo ai rapporti diretti con Castro.

Secondo quanto raccontato dal giornalista Pablo Alfonso su El Nuevo Herald del 4 gennaio 1998, il leader cubano si sarebbe recato riservatamente presso la nunziatura apostolica dell’Avana per proporre a Tagliaferri una visita di Giovanni Paolo II a Cuba, in occasione del primo viaggio del pontefice in Messico, nel gennaio 1979.
Castro avrebbe offerto la possibilità di uno scalo sull’isola, anche per una breve visita di cortesia. La proposta non ebbe seguito e il pontefice, durante il viaggio di ritorno, fece scalo alle Bahamas.
La vicenda era già stata ricostruita il 23 dicembre 1984 dal giornalista Alceste Santini su l’Unità, attraverso testimonianze provenienti da ambienti ecclesiastici e diplomatici cubani, tra cui quelle dell’arcivescovo dell’Avana Jaime Ortega e dell’ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede Manuel Estévez. Il contenuto esatto del colloquio riservato resta affidato a queste ricostruzioni, non essendo stato individuato un verbale diplomatico ufficiale.
Un altro avvenimento significativo si verificò il 14 gennaio 1979, quando Tagliaferri consacrò vescovo, nella cattedrale di Matanzas, Jaime Lucas Ortega y Alamino, destinato alla diocesi di Pinar del Río. Ortega sarebbe diventato arcivescovo dell’Avana nel 1981 e cardinale nel 1994, assumendo un ruolo centrale nei successivi rapporti tra Chiesa cubana e governo.

Già il 15 dicembre 1978 Giovanni Paolo II aveva destinato Tagliaferri alla nunziatura apostolica in Perù, dove sarebbe stato protagonista della stipula di un importante accordo internazionale.
Il 19 luglio 1980, a Lima, firmò personalmente, quale plenipotenziario del pontefice, l’accordo tra la Santa Sede e la Repubblica del Perù. Per il governo peruviano firmò il ministro degli Esteri Arturo García, durante la presidenza del generale Francisco Morales Bermúdez.
L’accordo, entrato in vigore il 26 luglio, disciplinava i rapporti tra Stato e Chiesa, riconoscendo l’autonomia delle istituzioni ecclesiastiche e regolando importanti questioni relative all’organizzazione religiosa, all’istruzione e all’assistenza spirituale.
Nel febbraio 1985 Tagliaferri partecipò inoltre alla prima visita apostolica di Giovanni Paolo II in Perù, durante la presidenza di Fernando Belaúnde Terry.
Il 20 luglio 1985 venne nominato nunzio apostolico in Spagna, dove avrebbe trascorso dieci anni durante il regno di Juan Carlos I e i governi socialisti di Felipe González.
La sua permanenza a Madrid coincise con delicate controversie fra il governo e la Chiesa cattolica, soprattutto in materia di istruzione religiosa e rapporti istituzionali.

Nell’ottobre 1988 incontrò anche la regina Elisabetta II, durante la visita di Stato della sovrana britannica in Spagna.
Il 19 dicembre 1988 accompagnò il cardinale Agostino Casaroli, Segretario di Stato vaticano, a un incontro con Felipe González nel palazzo della Moncloa. Durante il colloquio furono affrontate questioni internazionali di primo piano, tra cui la situazione sovietica, le elezioni presidenziali americane, l’America Latina e il debito estero.
Nel luglio 1989 ospitò presso la nunziatura di Madrid una cena in onore del cardinale Joseph Ratzinger, futuro Benedetto XVI, alla presenza di ministri del governo socialista ed esponenti della gerarchia ecclesiastica spagnola.
Un altro intervento significativo risale al 9 gennaio 1991, durante il tradizionale ricevimento del corpo diplomatico al Palazzo Reale di Madrid.
Alla presenza di re Juan Carlos, Tagliaferri, nella qualità di decano del corpo diplomatico, pronunciò un discorso sulla crisi internazionale provocata dall’invasione irachena del Kuwait, invitando a privilegiare il dialogo e il negoziato rispetto al ricorso alle armi. La posizione del nunzio fu riportata dal quotidiano spagnolo El País pochi giorni prima dell’inizio della guerra del Golfo.
Nello stesso anno partecipò, quale nunzio apostolico, al procedimento ecclesiastico che portò alla costituzione delle nuove diocesi spagnole di Alcalá de Henares e Getafe, istituite da Giovanni Paolo II il 23 luglio 1991. Nei documenti pontifici il suo nome compare con la precisa denominazione latina di Archiepiscopus titulo Formianus, arcivescovo titolare di Formia.
Il 21 dicembre 1994 firmò a Madrid un secondo accordo internazionale, questa volta tra la Santa Sede e il Regno di Spagna, relativo alla tutela e alla gestione dei Luoghi Santi in Medio Oriente. Il trattato regolava questioni patrimoniali e amministrative riguardanti la presenza storica spagnola in Terra Santa e le competenze della Custodia francescana. Per la Santa Sede firmò Tagliaferri, mentre per la Spagna sottoscrisse l’accordo il rappresentante del governo Luis Solana.

Il 18 marzo 1995 partecipò inoltre al matrimonio dell’infanta Elena, primogenita di Juan Carlos e della regina Sofia, con Jaime de Marichalar, celebrato nella cattedrale di Siviglia alla presenza di esponenti delle principali case regnanti europee.
Il 13 luglio 1995 Giovanni Paolo II lo nominò nunzio apostolico in Francia, ultima destinazione della sua carriera.

A Parigi Tagliaferri seguì i rapporti diplomatici tra la Santa Sede e la Repubblica francese durante la presidenza di Jacques Chirac, collaborando alla preparazione delle visite di Giovanni Paolo II del 1996 e del 1997, quest’ultima coincidente con la Giornata mondiale della gioventù nella capitale francese.
Nell’agosto 1998 fu coinvolto anche in una delicata vicenda umanitaria, quando un gruppo di immigrati privi di regolari documenti di soggiorno entrò nella nunziatura apostolica per richiamare l’attenzione sulla propria condizione.
Secondo quanto riferito dalla stampa cattolica francofona, Tagliaferri intervenne personalmente per offrire ospitalità e portare le loro richieste all’attenzione delle autorità francesi.
Mario Tagliaferri morì a Parigi il 21 maggio 1999, all’età di 71 anni, mentre ricopriva ancora l’incarico di nunzio apostolico. Aveva conservato il titolo di arcivescovo di Formia per oltre ventinove anni.
La notizia della sua morte suscitò una reazione ufficiale del presidente francese Jacques Chirac, che quello stesso giorno indirizzò una lettera personale a Giovanni Paolo II.
Nel documento, conservato nell’archivio della Presidenza della Repubblica francese, Chirac ricordò la stima conquistata dal nunzio presso le autorità del Paese e il contributo dato al rafforzamento delle relazioni fra Francia e Santa Sede, soprattutto durante le due visite pontificie del 1996 e del 1997.
La salma fu trasferita in Italia e sepolta nella cattedrale di San Paolo ad Alatri.
Il 24 luglio 1999 Giovanni Paolo II nominò suo successore Orlando Antonini, elevandolo alla dignità arcivescovile e affidandogli la nunziatura apostolica in Zambia e Malawi. Antonini è tuttora arcivescovo titolare di Formia, antica sede episcopale il cui territorio appartiene oggi all’Arcidiocesi di Gaeta.
FONTI
-Associazione Monsignor Mario Tagliaferri, archivio biografico, fotografico e documentale, monsmariotagliaferri.net
-Pablo Alfonso, El Nuevo Herald, 4 gennaio 1998, rapporti tra Fidel Castro e la Santa Sede.
-Alceste Santini, l’Unità, 23 dicembre 1984, invito di Fidel Castro a Giovanni Paolo II.
-Augusto Montenegro González, Historia de la Iglesia en Cuba (1977–1994), -Anuario de Historia de la Iglesia, 2010.
-Santa Sede, Accordo con la Repubblica del Perù, 19 luglio 1980.
-El País, 20 dicembre 1988 e 10 gennaio 1991, incontri diplomatici in Spagna e crisi del Golfo.
-Santa Sede, Accordo con il Regno di Spagna, 21 dicembre 1994.
-APIC, agosto 1998, intervento del nunzio a favore degli immigrati a Parigi.
-Presidenza della Repubblica francese, lettera di Jacques Chirac a Giovanni Paolo II, 21 maggio 1999.
-Diocesi di Anagni-Alatri, documentazione sulla consacrazione episcopale e sulla sepoltura di Mario Tagliaferri.
