I fratelli Ferdinando negli anni d’oro delle BIG ORCHESTRA

Da Via Tullia – Formia alla conquista degli Stati Uniti negli anni d’oro delle BIG ORCHESTRA

di Daniele Elpidio Iadicicco

Anni Trenta: le grandi jazz big band impazzano a New York ed in tutti gli Stati Uniti. La radio ripropone i loro brani e grandi musicisti si affacciano a platee sempre più vaste. Tra queste c’è la la storia di Felice, Angelo e degli altri fratelli Ferdinando.

Per comprendere davvero questa storia, però, bisogna tornare indietro dove tutto ha origine. Il 27 aprile 1885 a Formia, si celebra il matrimonio tra
Francesco Ferdinando , pizzicagnolo, nato nel 1850 a Oppido Mamertina (Reggio Calabria) e registrato come figlio di ignoti, e Maria Lombardi, figlia di Candeloro, nata nel 1862 a Mola e battezzata nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo.

La coppia vive a Formia, in via Tullia 43, e qui nascono i figli: Felice nel 1886, Luigi nel 1889, Vittorio nel 1891, Angelo il 23 maggio 1894, Vincenzo nel 1897 e Rosa nel 1901. È una famiglia numerosa, pienamente radicata nel contesto urbano, ma già proiettata verso un cambiamento che coinvolgerà migliaia di italiani in quegli anni: il trasferimento verso il Nuovo Mondo.

Felix Ferdinando

Una volta oltreoceano, la famiglia si stabilisce a New York. È qui che avviene la vera trasformazione. I figli crescono in un ambiente completamente diverso, attraversato dalla nascita dell’industria musicale moderna. Il più grande Felix (Felice) Ferdinando emerge come figura di riferimento all’interno del nucleo familiare, è violinista. Quando papà Francesco muore, è lui a divenire capofamiglia, si sposa e ha due figli, ma mantiene con se la madre (Maria) e tutti i suoi fratelli. Negli anni Trenta Felix Ferdinando risulta attivo come direttore d’orchestra, con una propria formazione resident al Park Central Hotel e trasmessa sulla rete radiofonica CBS. Le fonti discografiche attestano inoltre incisioni già a partire dagli anni Venti, confermando il suo inserimento stabile nel circuito professionale delle orchestre da ballo americane. Avendo una sua orchestra ebbe cura di coinvolgere tutti i suoi fratelli, ciò spiegha il fatto che risultano, negli anni 20, tutti musicisti: “Felice (1886-1960): violino; Luigi (1888-1964): banjo; Vittorio (1891-1955): flauto; Angelo (1894-1975): pianoforte; Vincenzo (1897-1973): violoncello; Rosina: pianoforte. Anche il figlio di Felix Philip suonava il pianoforte. Il figlio Joseph suonava i flauti.

FELIX FERDINANDO

L’orchestra di Felix non era un semplice ensemble, ma un vero affare di famiglia: fino a cinque fratelli ne fecero parte in momenti diversi, dando vita a una formazione che accompagnò la crescita artistica dell’intero nucleo. Tra questi anche il più giovane Angelo, destinato poi a costruirsi una carriera autonoma.

La formazione di Felix affonda le radici in Italia. Da giovane compì quattro anni di studi presso il Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, uno dei centri musicali più prestigiosi del paese. Questo percorso gli consentì di sviluppare competenze che porterà con sé negli Stati Uniti, dove nei primi anni svolse anche attività di insegnamento, dirigendo gruppi giovanili come la Italian Boy Orchestra e la Ferdinando Juvenile Boys’ Band.

Atto di nascita Felice Domenico Gabriele Ferdinando 11 Febbraio 1886

Intorno al 1914 la famiglia si stabilisce a Hartford, nel Connecticut, dove Felix assume la guida della Columbus Band, una banda italiana di ottoni. È il primo inserimento stabile nel panorama musicale americano e rappresenta l’avvio di una carriera organizzata. In questo contesto nasce anche la “Ferdinando Brothers Orchestra”, formazione che riunisce più membri della famiglia e segna il passaggio definitivo verso un’attività professionale strutturata.

La Prima guerra mondiale rappresenta una fase decisiva. Felix entra nel Corpo dei Marines e partecipa alla formazione della banda del 13° Reggimento, operando come maestro di banda presso la base di Quantico, in Virginia. Ottiene la cittadinanza americana il 22 luglio 1918. Accanto a lui, anche i fratelli Louis, Vincent e Angelo prendono parte alla stessa esperienza musicale. La banda si esibisce in Europa, in città come Tolosa, Biarritz e Bordeaux, e partecipa alla cerimonia di inaugurazione del Pershing Stadium a Parigi nel 1919. Felix viene congedato con onore con il grado di tenente, titolo che continuerà a utilizzare anche nella sua attività negli anni successivi.

Nel dopoguerra la sua carriera entra nel pieno sviluppo. Guida formazioni come la Felix Ferdinando & His Havana Orchestra, così denominata per l’attività svolta all’Hotel Almendares di Cuba, e porta la sua musica lungo la costa orientale degli Stati Uniti. Nel 1923 la famiglia si stabilisce a Manchester, nel New Hampshire, dove Felix gestisce il padiglione da ballo di Pine Island Park, distrutto nello stesso anno da un incendio.

La sua orchestra continua comunque a operare nel circuito musicale. Una recensione del 1925 sull’Evening Star di Washington la definisce una “semi-jazz orchestra”, evidenziando il carattere moderno del repertorio. Negli anni successivi la band incide per etichette come la Gennett Records e partecipa al circuito del vaudeville, affiancando musica e spettacolo. Tra le esibizioni più originali figura una scena comica ispirata alla corrida, costruita musicalmente con strumenti come clarinetto e sousafono, ripresa anche in un breve film tra il 1929 e il 1930.

Negli anni Trenta Felix raggiunge una piena visibilità nazionale. La sua orchestra suona al Park Central Hotel di New York ed entra nel circuito radiofonico, con trasmissioni sulle reti CBS e NBC. In un’epoca in cui la radio rappresenta il principale mezzo di diffusione musicale, questo significa accesso a un pubblico vasto e consolidamento di una posizione nel sistema professionale americano.

Parallelamente, sviluppa attività imprenditoriali nel settore dell’intrattenimento. Negli anni Quaranta gestisce un nightclub a Hartford, che nel 1941 viene ampliato fino a diventare una delle strutture più rilevanti del Connecticut. Tuttavia, le difficoltà economiche porteranno alla vendita del locale nel 1950 e, l’anno successivo, alla dichiarazione di bancarotta. Nonostante questo, Felix continua a esibirsi e a mantenere una presenza nel circuito musicale, come dimostrano alcune apparizioni alla fine degli anni Quaranta.

Felix Ferdinando muore a New York il 21 dicembre 1960. La sua figura resta centrale per comprendere la storia della famiglia: è lui a costruire il primo ponte tra la formazione musicale italiana e il sistema americano, creando le condizioni che permetteranno anche al fratello Angelo di affermarsi.

ANGELO FERDINANDO


Angelo Ferdinando negli Stati Uniti diventa un vero bandleader, inserito pienamente nel sistema musicale degli anni Trenta, non un semplice musicista emigrato, ma un direttore d’orchestra capace di entrare nel circuito radiofonico nazionale americano negli anni in cui la musica diventava un fenomeno di massa. , dominato dalle grandi orchestre jazz e da ballo che animavano hotel, sale e trasmissioni radiofoniche.

Atto di nascita di Angelo Daniele Ferdinando, registrato a Formia il 25 maggio 1894

Alla guida della “Angelo Ferdinando and His Hotel Great Northern Orchestra”, opera nel cuore della scena newyorkese, all’interno di quel circuito professionale che collegava musica dal vivo, radio e industria discografica. La sua orchestra non è una formazione locale, ma una realtà inserita nel mercato nazionale: le sue esibizioni vengono trasmesse sulle reti della NBC, raggiungendo un pubblico vastissimo in un’epoca in cui la radio dominava la diffusione musicale.

Parallelamente, Angelo Ferdinando è attivo sul piano discografico. Incide per etichette importanti come la Bluebird, legata alla RCA Victor, lasciando una serie di registrazioni che lo collocano nel repertorio tipico delle dance band e del jazz orchestrale del tempo. Tra i brani documentati figurano “Lost in a Fog”, “Blue Sky Avenue”, “Talkin’ to Myself”, “If It’s Love”, “Piccolino” e “Winter Wonderland”, spesso con la partecipazione di vocalist come Dick Robertson, a conferma di una produzione strutturata e professionale.

Particolarmente significativo è il caso di “Heaven on Earth” (1934), brano tratto dal film Glamour della Universal. Angelo Ferdinando non ne è l’autore, ma la sua orchestra ne realizza una versione discografica ufficiale, contribuendo alla diffusione del pezzo nel circuito radiofonico e commerciale. In un sistema in cui erano le orchestre a determinare il successo delle canzoni, questa incisione lo colloca direttamente nel circuito che univa cinema, radio e industria discografica.

Il suo nome compare anche nella forma americanizzata di Don Ferdi, con cui è conosciuto soprattutto alla radio. La sua attività si sviluppa tra New York e il Nord-Est degli Stati Uniti, nei luoghi simbolo della musica dell’epoca: grandi hotel, sale da ballo e studi radiofonici.

Angelo Ferdinando muore negli Stati Uniti nel 1975, a Mineola, nello Stato di New York, dopo una vita trascorsa all’interno dell’industria musicale americana. La sua figura restituisce, in modo concreto, il senso di questa storia: un musicista nato a Formia che riesce a inserirsi nel circuito nazionale delle orchestre, della radio e dei dischi, contribuendo alla diffusione della musica negli anni in cui questa diventava un fenomeno di massa.

La nascita ed il matrimonio di Maria Lombardi, gli atti di nascita di alcuni degli altri fratelli Ferdinando

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