ANTICHI MESTIERI DEI NOSTRI ANTENATI DI CASTELLONE E MOLA NEL 1700 di Raffaele Capolino
Mi limiterò ai mestieri scomparsi , a quelli che ho ritenuto più curiosi e a quelli con termini diversi da come li chiamiamo oggi…
BASTASE O VASTASO , colui che trasportava merci per conto terzi con la sola forza delle braccia. Il facchino di oggi.
BUZZAROLO , era il bottaro ( dal latino buttis) e lo scavatore di fosse (da butta)
CAPRARO , era chi possedeva bestie . Ad esempio Giovanni Nardella possedeva tre bovi aratori, due bestie sumarine, cento pecore da corpo e quattrocento capre da corpo.
CHIANCHIERE , era colui che ” macellava le bestie e le vendeva nella sua bottega “.
CACCAVARO , era colui che lavorava l’argilla per ricavarne mattoni o vari tipi di pentole di terracotta dette ” caccavelle”. Gennaro Martone , di Mola era un caccavaro
FERRARI , erano cosi chiamati coloro che lavoravano il ferro . I fabbri di oggi.
OROLOGISTA, l’addetto alla manutenzione di un orologio pubblico
SARTORI , così erano chiamati i sarti
TAVERNARI , gli osti odierni
VATICALI detti anche VARDARI , coloro che trasportavano merci per conto terzi con asino, mula o cavallo
VETTURALI , chi trasportava merci per altri, con carretto trainato da quadrupede
” VIVE DEL SUO ” Questa espressione veniva usata anche per chi viveva con mezzi propri. Queste persone saranno poi chiamate :Capitalisti o Possidenti.
Nel settore della pesca:
BARCELLARI , erano i pescatori proprietari di piccole imbarcazioni
CALAFATI , erano gli addetti alla impermeabilizzazione ( calafatura) delle imbarcazioni.
LAVORANTI FUNARI , gli addetti alla costruzione e alle riparazioni delle corde
FALEGNAMI DI MARE , erano i ” mastri d’ascia ” che si imbarcavano e che in qualsiasi momento e in qualunque condizione dovevano costruire o riparare imbarcazioni .
Le imbarcazioni più comuni erano le “TARTANE” bastimento da carico con albero , calcese e vela latina, e le ” FELUCHE” imbarcazioni veliere piccole e veloci.
La ” TASSA DI BONATENENZA ” era la tassa patrimoniale sui beni posseduti.
Le famiglie più agiate di Mola erano i Filosa, i Di Stefano, i Matassa , i Gianandrea , i Tosti .
A Castellone i Recco, i Forcina, i Pecorino, i Marciano.
Le notizie sono state prese dal Catasto Onciario di Mola elaborato da Antonio Cesarale e Carlo Magliozzi, nonché da una tesi di laurea della nostra concittadina Pompea Carnara che nel 1975 ne dono’ una copia a G. Bove per cui fa ora parte del Fondo Bove presso l’Archivio Storico del Comune di Formia.
Un accesso all’Archivio Storico di Formia e una consultazione online del Catasto Onciario di Mola hanno consentito di apporre un altro piccolo tassello alla nostra storia di Formia.
