Fabrizio Lombardi, da Formia alla ricerca per la NASA

di Daniele E. Iadicicco

Formia, nel corso del Novecento, ha dato i natali a studiosi e ricercatori che hanno costruito carriere scientifiche di rilievo internazionale, spesso sviluppate lontano dalla visibilità locale. Tra questi si ricordano Angelo Miele, protagonista dell’ingegneria aerospaziale negli Stati Uniti, Bruno Tallini, fisico sperimentale attivo negli studi sui raggi cosmici e sulla fisica nucleare, Luigi Tommassino, ricercatore ENEA specializzato in radioattività ambientale e dosimetria, e Ottavio Forte, che negli Stati Uniti collaborò con il MIT allo sviluppo di sistemi di guida e navigazione impiegati anche nel programma Apollo.

Accanto a queste figure, che hanno segnato ambiti diversi della ricerca scientifica del Novecento, si colloca anche il percorso di Fabrizio Lombardi, nato a Formia il 6 agosto 1955. Una traiettoria lunga e articolata che, pur avendo avuto riconoscimenti e ricadute internazionali, è rimasta finora quasi del tutto assente dal racconto pubblico cittadino, e che proprio per questo merita oggi di essere ricostruita e approfondita.

La formazione di Lombardi si sviluppa interamente in ambito internazionale. Dopo la laurea con lode in Ingegneria elettronica conseguita nel 1977 presso l’Università dell’Essex, nel Regno Unito, prosegue gli studi alla University College London, dove nel 1978 ottiene il titolo in Microonde e Ottica Moderna e il Diploma in Ingegneria delle Microonde. Nel 1982 consegue il Dottorato di Ricerca con una tesi dedicata alla modellazione e all’analisi dei sistemi microcomputer tolleranti ai guasti, un filone destinato a diventare il nucleo centrale di tutta la sua attività scientifica. Negli stessi anni opera come ricercatore presso la Microwave Research Unit di UCL e collabora con il Brompton Hospital di Londra in ambito biomedicale.

Trasferitosi negli Stati Uniti, avvia una carriera accademica di assoluto rilievo. Insegna inizialmente alla Texas Tech University, quindi all’Università del Colorado a Boulder, per poi approdare alla Texas A&M University, dove diventa professore ordinario e titolare della Halliburton Chair. Dal 1998 è chiamato alla Northeastern University di Boston, dove ricopre l’incarico di ITC Endowed Professor (International Test Conference) nel Dipartimento di Electrical and Computer Engineering ed è stato anche Chair di Dipartimento. Parallelamente è Research Fellow della Texas Engineering Experiment Station e Distinguished Visitor della IEEE Computer Society.

Il contributo scientifico di Lombardi si concentra sui sistemi di calcolo tolleranti ai guasti, sul testing e sulla diagnosi dei circuiti integrati complessi, sul CAD VLSI e sui sistemi riconfigurabili. Ambiti strategici per l’affidabilità dei sistemi digitali impiegati in contesti critici, inclusi quelli aerospaziali. È in questo quadro che il suo lavoro viene utilizzato e citato in documenti tecnici della NASA, dove le metodologie di fault-tolerant computing e di verifica dell’hardware assumono un ruolo essenziale per la sicurezza e la continuità operativa delle missioni.

Nel 1992 Lombardi è selezionato da un comitato industriale-federale statunitense come uno dei cento ricercatori universitari chiave chiamati a fornire indirizzi sul trasferimento e sulla valorizzazione delle tecnologie sviluppate in ambito accademico, in collaborazione con grandi laboratori e programmi di ricerca, tra cui quelli legati alla NASA, a Sematech e alla Semiconductor Research Corporation. Un riconoscimento che certifica il valore applicativo della sua ricerca oltre l’ambito strettamente universitario.

Autore e curatore di volumi scientifici di riferimento internazionale, tra cui Testing and Diagnosis of VLSI and ULSI (NATO ASI Series), Lombardi vanta centinaia di pubblicazioni su riviste e atti di conferenze IEEE, ACM e IFIP. Ha svolto un ruolo centrale anche nell’attività editoriale, come associate editor di IEEE Transactions on Computers e IEEE Design & Test, oltre a curare numeri speciali dedicati ai sistemi fault-tolerant, agli FPGA e all’architettura dei sistemi di memoria. Accanto alla produzione scientifica, è rilevante l’attività di formazione: sotto la sua supervisione sono cresciuti numerosi laureati e dottori di ricerca oggi attivi in università, industrie tecnologiche e grandi centri di ricerca internazionali.

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