Il governo montenegrino a Gaeta


Nel 1919 il Governo del Montenegro fu esiliato in Gaeta.

1919: LA MANCATA PARTECIPAZIONE DEL MONTENEGRO ALLA CONFERENZA DI PARIGI


Alcuni francobolli emessi a Gaeta dal governo montenegrino in esilio

Ecco un testo che spiega bene questo singolare avvenimento tratto da ” da europaorientale.net”

“Malgrado i capi della congiura montenegrina fossero stati quasi tutti arrestati, Jiovan Plamenac non demordeva e, il 4 gennaio 1919, guidava alcune migliaia di irregolari all’assalto della capitale Cettinjie, che cingeva d’assedio. Ma la rivolta non durava che quattro giorni, battuta non dai serbi ma dai mancati rifornimenti da parte degli italiani. Così, l’8 gennaio, Plamenac era costretto a ritirare i suoi – affamati e privi di munizioni – ed a ripararli dietro le linee italiane nell’Alta Albania.
Roma aveva perso una buona occasione per portare con poco sforzo un affondo nel cuore del complotto balcanico di serbi e francesi.
Esattamente dieci giorni dopo – il 18 gennaio – si apriva a Parigi la Conferenza della Pace. Il governo montenegrino legittimo riusciva a partecipare con un suo delegato soltanto alla prima seduta del Consiglio Supremo ed a presentare un suo memoriale, «mentre di fatto, com’è noto, venne escluso dai lavori e dalle decisioni della Conferenza, né mai le sue richieste vennero prese in considerazione, se non come richieste e rivendicazioni della delegazione jugoslava». (10)
Era evidente il disegno di attribuire la rappresentanza del Montenegro al governo di Belgrado, nell’attesa di poter cancellare del tutto dalla scena lo scomodo governo montenegrino di Parigi. Re Nikola reagiva con un ulteriore irrigidimento delle proprie posizioni, e il 6 febbraio nominava Primo Ministro proprio Plamenac, forse la personalità montenegrina maggiormente invisa a serbi e francesi. Inoltre, otteneva che gli italiani dessero asilo alle sue formazioni irregolari, che in effetti saranno organizzate in una Legione Montenegrina di stanza a Gaeta.
Ma tutto era inutile, e – con somma ipocrisia – la Conferenza della Pace lasciava volutamente nel dimenticatoio la questione della rappresentanza del Montenegro, di cui non era stata ancòra sancita l’annessione alla Serbia, ma di cui non veniva nemmeno riconosciuto il diritto all’indipendenza. Il tutto – naturalmente – in nome dei princìpi di nazionalità e di autodeterminazione dei popoli.”


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