Morì per la difesa di #Formia: il Capitano Fevot

Un personaggio di cui mai si è parlato, per aver militato a favore dei perdenti, fu lo svizzero Capitano Fevot, morto a Formia nella Battaglia di Mola del 1860.

Molti i testi storici che testimoniano la sua morte. Da notare il primo riportato, un testo filoSavoia, che nondimeno ne proclama il valore.

Tratto da “Da Novara a Roma, istoria della rivoluzione italiana” Di Franco Mistrali 1868
Anche a Mola la posizione dei borbonici diveniva insostenibile sotto il fuoco della nostra flotta, e si ritirarono precipitosamente. Nella ritirata si distinse fra tutte, la batteria svizzera, diretta dal capitano Fevot, che vi trovò una gloriosa morte.

Tratto da “Storia delle Due Sicilie, dal 1847 al 1861 Di Giacinto de’. Sivo” 1867
“Stette a retroguardia la batteria svizzera col 10.° battaglione cacciatori, che rattenendo il nemico retrocedevano combattendo: caddero feriti l’aiutante maggiore del 10.°, e ‘l tenente Brunner; e il capitano Fevot bravissimo, colpito presso la locanda Cicerone, lasciò la vita e la difesa. Le quattro compagnie svizzere restarono a Maranola tagliate.”

Tratto da “Il brigantaggio; o, L’Italia dopo la dittatura di Garibaldi” Di Giacomo Oddo 1863
Il giorno 4 l ‘ attacco fu più terribile ancora, e diretto contra l’ala destra del nemico e contro Mola di Gaeta, coll’intendimento di tagliare la ritirata nella fortezza. Due ore dopo mezzo giorno si accostarono i legni del Persano, impediti fino a quel momento da nuovi dubbii sorti in mente all’ammiraglio francese, e presero parte all’azione. Essi bombardarono Mola e la strada vicina per la quale la truppa borbonica passava. Difficile era la ritirata dei napoletani; vi si distinse la batteria svizzera comandata dal capitano Fevot, che trovò in quel di stesso la morte.

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