I Romeo: dalla Lucania alla fondazione dell’Alfa-Romeo

di Daniele Elpidio Iadicicco

La storia della famiglia di Nicola Romeo, fondatore dell’Alfa Romeo, affonda le proprie radici in Basilicata e si sviluppa lungo un arco generazionale che precede di oltre un secolo la nascita della grande industria automobilistica italiana.

Le ricerche documentarie consentono oggi di ricostruire la genealogia della famiglia Romeo fino alla prima metà del XVIII secolo, individuando con chiarezza almeno due generazioni anteriori rispetto a quelle finora note. La linea familiare conduce a Nicola Romeo, capostipite collocabile nella prima metà del Settecento, padre di Leonardo Romeo. Quest’ultimo, sulla base dei dati anagrafici e delle consuetudini demografiche dell’epoca, va collocato verosimilmente tra i nati fra il 1768 e il 1788, più probabilmente nel terzo quarto del XVIII secolo. Leonardo sposò Antonia Urgo, figlia del fu Giovanni Urgo e di Giulia Valentino, inserendo la famiglia Romeo in un articolato tessuto parentale lucano.

Da questa unione nacque Nicola Maria Francesco Romeo, nato il 22 maggio 1808 a Cirigliano. Il 21 settembre 1843 egli si trasferì a Montalbano Jonico, dove contrasse matrimonio con Luisa Maria Giuseppa Guida, nata il 4 dicembre 1819, figlia di Don Francescantonio Guida e di Donna Teresa Mangione. L’atto matrimoniale fornisce anche un’importante indicazione sul piano sociale: i Romeo vi sono qualificati come “proprietari”, termine che nel linguaggio giuridico ottocentesco designa famiglie dotate di possesso fondiario stabile e di autonomia economica, mentre la sposa è indicata come di condizione “civile”, espressione che rimanda a quella nobiltà civica composta da grandi proprietari terrieri e notabili locali, distinta dalla nobiltà feudale ma pienamente inserita nei ceti dirigenti. Tutti i soggetti menzionati nell’atto sono inoltre trattati con il titolo di “Don”, secondo l’uso di ascendenza spagnola diffuso nel Mezzogiorno borbonico e riservato ai ceti proprietari e civili, confermando l’appartenenza delle due famiglie a un livello sociale medio-alto.

Dall’unione tra Nicola Maria Francesco Romeo e Luisa Maria Giuseppa Guida nacque Maurizio Romeo, che rappresenta il passaggio decisivo dalla Basilicata alla Campania. Egli si stabilì a Sant’Antimo, dove esercitò la professione di maestro elementare, incarnando quel modello di mobilità sociale fondato sull’istruzione che caratterizzò molte famiglie di proprietari e civili dell’Italia meridionale postunitaria.

A Sant’Antimo nacque, il 28 aprile 1876, Nicola Romeo. Dopo la laurea in ingegneria civile a Napoli e una seconda laurea in ingegneria a Liegi, egli intraprese una brillante carriera nel settore meccanico e industriale, fondando diverse imprese prima nel Mezzogiorno e successivamente a Milano. Il momento decisivo giunse nel 1915, quando acquisì l’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili (ALFA), azienda allora in grave difficoltà finanziaria. Nel 1918 la società assunse il nome destinato a entrare nella storia: Alfa Romeo. Sotto la sua guida, il marchio divenne sinonimo di eccellenza tecnica e prestigio internazionale, distinguendosi per la produzione di vetture sportive di alta qualità e per i successi nelle competizioni automobilistiche.

L’eredità di Nicola Romeo non è soltanto industriale, ma anche genealogica e storica. La traiettoria che conduce dalla Basilicata sette-ottocentesca, attraverso famiglie di proprietari e di nobiltà civica, fino al cuore dell’industria automobilistica del Novecento, dimostra come l’ascesa di uno dei marchi più celebri al mondo sia il risultato di una continuità sociale, economica e culturale costruita nel tempo. Una storia che restituisce alla Basilicata un ruolo centrale, spesso sottovalutato, nella formazione dell’Italia moderna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *