La storia dell’ammiraglio Renato Sicurezza, figlio del pittore Antonio, a novant’anni dalla sua nascita a Formia.
di Daniele E. Iadicicco
L’ammiraglio Renato Sicurezza, nato a Maranola (Formia) l’8 giugno del 1935 e scomparso a Roma il 15 gennaio 2006, ha lasciato un segno indelebile nella Marina Militare Italiana e nella cultura navale del paese. La sua vita, profondamente radicata nella sua terra natale e segnata da una passione per il mare, lo ha portato a ricoprire ruoli di grande responsabilità e a lasciare un’eredità culturale significativa.

Figlio del celebre pittore Antonio Sicurezza, ha ereditato una sensibilità artistica che si è fusa con la sua dedizione al servizio militare. Proprio grazie al suo interessamento, la Marina Militare donò l’imponente ancora (ancoressa) che l’ammiraglio fece arrivare dall’arsenale della Marina di La Spezia, che ancora oggi campeggia al centro di piazza Caetani a Castelmola a Formia, un simbolo tangibile del legame tra la famiglia Sicurezza e la città di Formia.
La sua carriera in Marina iniziò il 23 ottobre 1953, e dopo anni di servizio dedicato, si congedò il 27 dicembre 1994.

Significativo e simbolico fu il comando, da Capitano di Vascello, della nave scuola Amerigo Vespucci, dal 30 ottobre 1982 al 29 ottobre 1983, un incarico che lo ha visto guidare un’icona della Marina Militare e un simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo.

La sua esperienza non si è limitata al comando in mare: da Tenente di Vascello, ha fatto parte dell’equipaggio internazionale della nave americana Rickets, un’esperienza che ha arricchito la sua prospettiva navale e internazionale.
L’ammiraglio Sicurezza ha dedicato una parte significativa della sua vita alla storia e alla cultura navale. Ha ricoperto il ruolo di Capo Ufficio Storico della Marina Militare, contribuendo alla preservazione e alla diffusione della memoria storica della Marina. La sua competenza in materia lo ha portato a presiedere la Commissione Italiana di Storia Militare, un ulteriore riconoscimento del suo impegno nella ricerca e nella promozione degli studi storici militari.
La sua passione per la storia militare si è concretizzata in diverse opere letterarie, tra cui: “Le operazioni in Tunisia e nell’Italia meridionale: l’aspetto navale”; “L’Italia in guerra”; “Marina e cobelligeranza”.
Questi libri, frutto di un’approfondita ricerca e di una profonda conoscenza della materia, testimoniano il suo contributo alla storiografia militare italiana.

Oltre al suo impegno nella Marina Militare, l’ammiraglio Sicurezza ha avuto un ruolo di primo piano nel settore marittimo italiano. Per un decennio, ha diretto la Federazione del Mare Assonave, un’organizzazione chiave nell’industria navale, dimostrando la sua leadership e competenza.
La tradizione di servizio nella Marina Militare è stata portata avanti anche dal fratello dell’ammiraglio, Eugenio Sicurezza, che ha intrapreso una brillante carriera, raggiungendo il grado di Ammiraglio Ispettore Capo (CP) e ricoprendo negli ultimi cinque anni di attività l’incarico apicale di Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto.
In sintesi, l’ammiraglio Renato Sicurezza è stato un uomo di mare, un cultore della storia e un leader nel settore marittimo, lasciando un segno indelebile nella Marina Militare Italiana e nel panorama marittimo nazionale.
