Daniele Elpidio Iadicicco
#Storiedifamiglia
Dalla famiglia Grifone ( o Grisone) nacquero le famiglie Ajeta e Tortora. Presero queste i nomi dei feudi che andarono a possedere.

Palazzo Tortora Brayda Napoli. Foto C. Raso
La famiglia Tortora ha posseduto vari feudi e diversi di conseguenza i titoli concessi, agli altrettanti rami che si sono formati nei secoli: “Duchi della Chiusa e di Forlì; Marchesi di Gagliati e San Giuliano; Conti di Policastro; Baroni di Teverola; Patrizi di Bisceglie e di Molfetta” (1)

La famiglia si diramò dunque a Napoli, Molfetta, Roma, Pagani sino a Formia dove troviamo traccia della famiglia sin dal XVIII secolo. Ovunque la famiglia conservò lo stesso stemma, come dalle diverse testimonianze in diversi Palazzi ancora presenti in queste città.
Il primo che possiamo censire con certezza a Formia è Probo Tortora, abitante in castellone, nato circa nel 1670/80, sposato con Vincenza Franzino. Probo, possidente, ebbe diversi figli, tra cui: Porzia, Fulvia, il Reverendo Don Andrea Tortora e Noè ( nato nel 1720).
Noè Tortora, possidente, è l’unico a portare avanti nel 1700 questo cognome a Formia. Ebbe da Maria Santilli, sua moglie, tre figli: Probo, Giuseppe e Francesco. La famiglia aveva molti possedimenti nel Golfo, a Gaeta ed a Formia (frazioni comprese): in zona Rialto, Santa Maria della Noce, nel luogo detto “le Fontanelle di S. Remiggio”, nel luogo detto Santo Ciurico, in piazza della Torre ed al Forno (2).
La famiglia è ancor presente a Formia. Possiamo ricordare a tal riguardo Roberto Tortora (1962-2013), scrittore ed il Prof. Giampaolo Tortora – Oncologo dell’ospedale gemelli di Roma.
(1) Nobili napoletani .it – (2) Toponimi originali tratti dal Catasto onciario del 1750 (3) In copertina Stemma dei Tortora da Stemmario di famiglie romane del 1600
